I MIEI LIBRI PREFERITI
NORWEGIAN WOOD – HARUKI MURAKAMI
Il romanzo è un lungo flashback, narrato in prima persona dal protagonista Watanabe Tōru. Su un aereo atterrato ad Amburgo, al suono di Norwegian Wood dei Beatles, Watanabe ricorda con precisione un fatto avvenuto diciotto anni prima e che ha segnato la sua giovinezza: l’incontro con Naoko, la fidanzata di Kizuki, il suo unico amico, morto suicida pochi mesi prima.
Il ricordo di Naoko sarà lo spunto per ripercorrere i difficili anni dell’università, la vita in collegio, l’amicizia con Nagasawa, ragazzo spregiudicato e controverso, l’amore impossibile per la stessa Naoko, poi ricoverata in un istituto psichiatrico, e quello per Midori, compagna di corso all’università con una vita provata da lutti familiari.
Come sottolineato dai tumulti nelle università, che forniscono un riferimento temporale, la vicenda è ambientata alla fine degli anni sessanta, tra il 1968 e il 1970. Watanabe, che rimarrà estraneo alle occupazioni delle università e ai propositi rivoluzionari, affronta un percorso di dolore e crescita personale, che lo porterà alla consapevolezza che la morte non è l’antitesi della vita, bensì una sua parte intrinseca.
IL RACCONTO DELL’ANCELLA – MARGARET ATWOOD
Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood è ambientato nella Repubblica di Gilead, una società totalitaria e teocratica nata dopo il crollo degli Stati Uniti. A causa di una grave crisi di fertilità, le poche donne ancora fertili vengono ridotte in schiavitù e trasformate in Ancelle, costrette a procreare per le famiglie dell’élite dirigente.
La storia è narrata dal punto di vista di Difred, un’Ancella assegnata alla casa del Comandante e di sua moglie Serena Joy. Attraverso i suoi ricordi emerge il passato, quando le donne erano libere, e il progressivo instaurarsi del regime che ha annullato diritti, identità e autonomia femminile. La vita di Difred è scandita da rituali di controllo, sorveglianza e violenza psicologica, ma anche da piccoli atti di resistenza silenziosa.
Il romanzo esplora temi come oppressione, controllo del corpo femminile, potere, memoria e libertà, lasciando volutamente aperto il destino finale della protagonista. È una distopia che funziona come forte critica sociale e politica, mostrando come i diritti possano essere cancellati gradualmente e quasi impercettibilmente.
CADAVERE SQUISITO – AUGUSTINA BAZTERRICA
Marcos lavora nel mercato della carne da sempre, è un’attività di famiglia. Ma ora le cose sono cambiate, in modo radicale e irreversibile. Un virus ha attaccato gli animali, sia domestici che selvatici, per cui sono stati tutti sistematicamente abbattuti e la loro carne non può assolutamente essere consumata. Ora la carne che tratta è diversa, speciale, perché i governi di tutto il mondo hanno dovuto affrontare la situazione e hanno deciso di rendere legale l’allevamento, la produzione, la macellazione e la lavorazione della carne umana. Marcos si è dovuto adattare, cerca di non pensare a cosa fa per vivere, e fa del suo meglio per stare dietro a fornitori, clienti, ordini e consegne, perché deve pagare la casa di riposo in cui vive suo padre. E ora che sua moglie lo ha lasciato deve pensare a tutto da solo.
L’atmosfera generale del libro è cruda, fredda, asettica, fortemente collegata a quei laboratori dove si macellano essere umani, si avverte sempre quel brivido dietro al collo, quella sensazione di freddo nelle ossa. Si avverte anche questa sensazione generale di ipocrisia, dell’avere a che fare con persone senza umanità, di essere all’interno di un mondo perduto che si è decisamente spinto troppo oltre.
LA METAMORFOSI – FRANZ KAFKA
Una mattina il giovane Gregor si accorge al suo risveglio di essersi trasformato in un insetto. Questo cambiamento non è facile da accettare per lui, ma soprattutto per la sua famiglia, composta dai due genitori e da una sorella minore. Vari episodi porteranno il protagonista a riflettere sulle sue condizioni prima e dopo la trasformazione e questo lo porterà a prendere una decisione drastica.
Attraverso la condizione ripugnante del protagonista e la sostanziale incapacità dei parenti di instaurare con lui un rapporto umano, l’autore vuole rappresentare l’emarginazione alla quale il “diverso” viene tragicamente condannato nella società. L’insetto non simboleggerebbe altro che questo “diverso”. La metafora dell’insetto rappresenta la dipendenza di Kafka dalla famiglia e la negazione della sua libertà artistico-espressiva nella letteratura. Già in una lettera alla sorella Elli, Kafka aveva definito la famiglia come un “contesto veramente animale”, che soffoca la libera espressione dell’individuo con l’egoismo oppressivo di un amore “assurdo e bestiale”.
IL PROFETA – KHALIL GIBRAN
Il profeta è una raccolta di poesie in prosa legate da un filo comune narrativo, nel quale si inseriscono tematiche differenti. È strutturata a domande e risposte: per ogni argomento, un personaggio fa una domanda al Profeta, il quale risponde per metafore e analogie con un testo di tipo poetico.
Attraverso una serie di discorsi lirici, Almustafa riflette su amore, matrimonio, figli, lavoro, libertà, dolore, gioia, morte e spiritualità, offrendo insegnamenti che uniscono misticismo orientale e pensiero occidentale. Il libro non segue una trama tradizionale, ma si sviluppa come una raccolta di meditazioni sulla vita e sul rapporto tra l’uomo e il divino. Il profeta è un testo che invita all’introspezione, alla consapevolezza e alla ricerca di equilibrio interiore.





